Che cosa significa
La parola bhāvanā ha un significato importante nella tradizione dello yoga. Io la considero una continua fonte di ispirazione, al punto da arrivare a definirla, insieme ad alcune altre, una parola “magica”. Possiamo tradurla come attività di cura della nostra mente, in modo che si sviluppino costantemente qualità positive.
Il bhāvanā negli Yoga sutra
Nel percorso per diventare insegnanti studiamo in modo approfondito alcuni testi fondamentali e in particolare gli Yoga sutra di Patanjali. Nel tempo elaboriamo i concetti appresi alla luce della nostra esperienza e ognuno di noi finisce per sentire alcuni di questi più profondamente inseriti nel proprio cuore. È il caso, per me, del concetto di bhāvanā.
Il termine bhāvanā compare diverse volte negli Yoga sutra (I 28, II 33 e 34, IV 25). I contesti in cui viene usato sono molto diversi, ma il significato della parola, pur nelle sue varie sfumature, fa riferimento all’atteggiamento interiore in cui ci poniamo.
Nel cap. I riguarda la devozioneverso il Signore, nel cap. II il rapporto con l’etica, nel cap. IV la conoscenza profonda di noi stessi.
Nella nostra quotidianità possiamo trovare il riferimento a mio avviso più importante nei sutra del II capitolo, in cui Patanjali ci propone un metodo di riallineamento, da utilizzare quando ci allontaniamo dal percorso etico, descritto negli yama: prima che sentimenti di collera, avidità e illusione prendano il sopravvento, utilizziamo pratipaksha bhāvanā, cioè un orientamento mentale opposto.
Ecco perché la consapevolezza del nostro atteggiamento mentale nei confronti di tutto ciò che riguarda la nostra vita e la relazione con gli altri è così importante nel nostro percorso: perché ha un’azione preventiva o comunque intensa e subitanea nei confronti di deviazioni più difficili da correggere a posteriori.

Il bhāvanā nella nostra pratica
Lo yoga in questo senso ci offre uno strumento fondamentale: la nostra pratica.
Il metodo seguito nella tradizione Viniyoga prevede una dotazione di strumenti tecnici fondamentali per costruire una buona pratica, con particolare riferimento alle caratteristiche delle asana, la modalità di esecuzione, la relazione con il respiro, la successione equilibrata delle varie fasi. Anche per il pranayama ci sono molte indicazioni perché risulti ben inserito nel contesto.
Inoltre una pratica assume un aspetto estremamente significativo rispetto al nostro percorso, sia fisico che interiore, quando si prende in considerazione il bhāvanā, cioè un'attitudine speciale mentale da ricercare, importante per noi in quel particolare momento della nostra vita. Direi che questa considerazione può essere fatta “a priori”, in modo che la nostra pratica sia permeata completamente dal bhāvanā prescelto, oppure riguardare alcuni momenti specifici. Questo atteggiamento aggiungerà una particolare qualità al nostro lavoro, permettendoci di progredire nel nostro cammino e aiutandoci a individuare precocemente le deviazioni pericolose.

Il Bhāvanā nell’insegnamento
Il bhāvanā è uno strumento speciale che naturalmente utilizziamo nel nostro lavoro di insegnanti, soprattutto nel contesto della pratica individuale: la relazione profonda con l’allievo ci permette di individuare le caratteristiche del suo percorso, le sue difficoltà e i suoi progressi e ci permette di individuare i bhāvanā più giusti.
Questa modalità si può applicare, anche se in un modo più generico, nei corsi collettivi: soprattutto se il gruppo non è molto numeroso e le persone hanno esperienze abbastanza omogenee, si possono dare suggerimenti in tal senso durante la pratica: ciò permette di sviluppare una tendenza interiore ad osservarsi e a individuare e accogliere le proprie difficoltà. In questo modo la pratica non sarà solo un momento di piacevole attività fisica e mentale, bensì si troverà ad agire ad un livello più profondo.
Con questo breve testo ho voluto sottolineare alcuni aspetti di questo concetto, che ha sicuramente una vastità ben maggiore.
Chi voglia esplorare e approfondire i concetti relativi al tema del bhāvanā può dare il suo contributo.
Saremo felici di aggiungere altre considerazioni su questa “magica” parola.
Laura Peretti







